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Edizione del 28/05/2020
Estratto da pag. 1
Riaperture tra regioni, scontro Nord-Sud: ma la decisione varrà per tutti
[svg]La possibilità di spostarsi in tutta Italia, che dovrebbe partire dal 3 giugno,ma che verrà decisa all’inizio della settimana prossima, ha già prodotto unoscontro tra le Regioni del nord ovest, con il sindaco di Milano Giuseppe Salain testa, e quelle del centrosud, preoccupate dal possibile liberi tutti edall’arrivo indiscriminato di cittadini da territori dove la diffusione delvirus è molto alta.Il primo ad affondare il colpo è Sala. “Vedo che alcuni presidenti di Regione,ad esempio quello della Liguria Giovanni Toti, dicono che accoglieranno abraccia aperte i milanesi, altri dicono ‘magari se fanno una patente diimmunità’ è meglio. E io non andrei in vacanza laddove fosse richiesto un testdi negatività al virus”. Un attacco diretto al presidente della SardegnaChristian Solinas che ha proposto – e finora trovato l’appoggio del solocollega siciliano Nello Musumeci – che chiunque arrivi sull’isola debba avereun certificato di negatività.“E’ l’ennesima strumentalizzazione infelice, Sala in materia di coronavirusdovrebbe usare la decenza del silenzio, dopo i suoi famigerati aperitivipubblici in piena epidemia – ha replicato il governatore -. Nessuno ha chiestoimprobabili patenti di immunità, ma un semplice certificato di negatività,proprio per poter accogliere al meglio e in sicurezza tutti i cittadini,soprattutto quelli che sarebbero fortemente penalizzati se il Governo andasseavanti nell’ipotesi di bloccare la mobilità dei residenti in regioniconsiderate a rischio”. Solinas porterà la proposta in Conferenza delle Regionie, se ci sarà il via libera, alla Conferenza Stato-Regioni del 29 maggio.Uno degli appuntamenti cruciali in vista del 3 giugno, con il presidenteStefano Bonaccini che invita alla calma: “mi auguro che si possa riapriretutti, perché vuol dire che cala il rischio. Bisogna prendere una decisioneinsieme, condivisa”. Sulla linea Sala si schierano Massimiliano Fedriga –“quella dei passaporti sanitari è una scelta inattuabile” dice il governatoredel Friuli Venezia Giulia – e Toti che dopo averne esaltato l’inutilità neigiorni scorsi li ha definiti “burocrazia in più che piomba sul turismo”.All’opposto è invece il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “se dovessidecidere adesso, non ci sono le condizioni per consentire liberamente unospostamento dalla Lombardia e dal Piemonte verso le altre regioni a meno chenon si garantisca la previa acquisizione del tampone negativo”.Intanto il governo prende tempo: venerdì 29 saranno disponibili i dati delmonitoraggio relativo alle aperture del 18 e gli esperti hanno chiestoulteriori 24-36 ore per poter valutare anche i numeri relativi al weekendscorso, quello delle immagini della movida. Tra domenica e lunedì si deciderà,con la possibilità concreta che – nel caso in cui venissero individuati nuovifocolai – possano scattare delle zone rosse ad hoc per evitare la diffusionedel virus.Un’altra ipotesi su cui si sta ragionando è quella di lasciar cadere i divietidisponendo però la quarantena obbligatoria per chi si sposta da una regioneall’altra. Un escamotage che servirebbe a stoppare movimenti di massa ma che èaltamente improbabile: dal 3 giugno sarà infatti possibile venire in Italia,senza quarantena, per tutti coloro che risiedono nell’area Schengen e in GranBretagna. Sarebbe impensabile consentire a loro di circolare liberamente mentregli italiani dovrebbero rimanere in isolamento per 14 giorni. Quel che è certo,ribadiscono fonti di governo, è che la decisione che verrà presa varrà pertutti. Se qualche governatore dovesse fare un passo più lungo, con ordinanzerestrittive rispetto alle scelte dell’esecutivo, scatterà l’impugnazione.