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Dir. Resp.
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Edizione del 26/05/2020
Estratto da pag. 1
Bonaccini Premier al posto di Conte?/ “Non lo escludo, ma non mi monto la testa”
Pubblicità[INS::INS]Ieri su queste stesse vi raccontavamo dell’ipotesi a metà tra la realtà e lafantapolitica di un accordo Bonaccini-Zaia per traghettare i rispettivi partiti(Pd e Lega) verso un clamoroso ma non improbabile accordo “di unità nazionale”per un nuovo Governo post-Conte e post-M5s: ebbene oggi ci ha pensato MarcoDamilano, direttore de L’Espresso, a chiedere al Governatore dell’EmiliaRomagna se fosse direttamente interessato al ruolo di candidato Premier in uneventuale prossimo nuovo Governo. La risposta è spiazzante e, se non altro,esce per un attimo dai cardini del “politichese”: «Non mi vedo come candidatopremier, anzi mi chiedo ogni giorno se sono in grado di fare il presidentedell’Emilia-Romagna. Resto con i piedi per terra, ma allo stesso modo nonprecludo nulla, ci si mette a disposizione se si ha passione politica permigliorare la cosa pubblica».Nella chiacchierata con Damilano, Stefano Bonaccini torna ancora una voltasull’ipotetica sfida-intesa con il Governatore del Veneto Luca Zaia e anche quila risposta su possibili sfide comuni nel prossimo futuro non evade del tuttocon parole di circostanza: «Non mi permetto di interpretarlo, ma se conoscoZaia la pensa come me. Vogliamo molto bene alle nostre regioni e teniamo ipiedi molto a terra». Il n.1 dell’Emilia Romagna ammette nella diretta webdell’Espresso che se avesse perso le Regionali con ogni probabilità sarebbeuscito dal Pd e dalla politica forse per sempre, ma le “sliding doors” dipolitica e vita sono per l’appunto del tutto imprevedibili.Pubblicità[INS::INS]BONACCINI E IL FUTURO CON (O CONTRO) ZAIAAl netto delle distanze che ovviamente restano tra il Pd che in mente Bonaccinie la Lega nazionale – «Con Zaia abbiamo certamente cose che ci dividono,altrimenti lui non sarebbe nella Lega e io da tutt’altra parte. E io posso direcon orgoglio di aver sconfitto dopo due anni la Lega e quel modello di societàche propone» – il rapporto con il Governatore veneto si fa sempre più insistitodurante l’emergenza coronavirus e in molti sostengono possano portare aimportanti risvolti nel prossimo futuro della ricostruzione.Da un lato un accordo di Governo di unità nazionale per fare le riformeprincipali atte a riavviare il motore Italia, ma anche un potenziale scontromuso contro muso in eventuali Elezioni Politiche alla guida dei rispettivipartiti al posto di Salvini e Zingaretti: «ci accomuna il fatto di aver messoda parte le differenze politiche e geografiche», spiega Bonaccini a Damilano,svelando poi «Ci sentiamo tutti i giorni per confrontarci, anche per capire sestiamo facendo bene o stiamo sbagliando qualcosa. Abbiamo voluto guardare alpragmatismo anche di sistemi sanitari e socio-economici abbastanza simili».Pubblicità[INS::INS]Il «non montarsi la testa» e «restare con i piedi per terra» viene ribaditoanche alla fine dell’intervista e pare comunque strano visto che solo ieriripeteva che all’amico Zingaretti spettava – e solo a lui – tracciare il futurodel Partito Democratico. Qui però Conte, Zingaretti e Salvini – i treprotagonisti nazionali dell’emergenza Covid-19 – potrebbero non essere più ideus-ex-machina dei prossimi mesi di ricostruzione: per ora è tema di“fantapolitica” ma in futuro chissà…© RIPRODUZIONE RISERVATA