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Dir. Resp.
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Edizione del 17/05/2020
Estratto da pag. 1
Vertice notturno fra Stato e Regioni per la riapertura, la bozza di decreto non corrisponde agli accordi
Incredibile a dirsi ma a meno di 24 ore dalla ripartenza le regole per lariapertura di negozi, bar, ristoranti, parrucchieri e barbieri sono ancorarelegate alle indiscrezioni. Non c’è nessun documento ufficiale al quale icommercianti possano fare riferimento. Una vera e propria follia assoluta senzaspiegazione e dietro la quale sta uno scontro fra lo Stato e le Regioni.Il presidente Musumeci ha pronta la sua ordinanza ma alle 22,30 di ieri sera hafatto sapere di non poterla firmare perchè non è ancora arrivato il decretonazionale che emana le linee guida che devono essere recepite dalle regione edemanda alle stesse regioni la facoltà di ampliare o restringere il campo diqueste regole in base ad alcuni parametri.Un decreto che, è arrivato poco dopo l’una della notte ma ha lasciato tutti abocca aperta. Secondo indiscrezioni il contesto approvato dal Consiglio deiMinistri sarebbe diverso rispetto all’accordo che era stato raggiunto in sededi conferenza Stato Regioni e reso noto ieri mattina. Insomma il governo nonavrebbe rispettato gli accordi e per questo le Regioni, non solo la Sicilia,non hanno ancora emanato l’ordinanza.A confermare che qualcosa non va è il Presidente della Liguria Giovanni Totiche all’una di notte posta su Facebook l’allarme “Siamo ancora in ufficioperché la Conferenza delle Regioni sta per riunirsi quasi all’una di notte perun confronto urgente con il Premier Conte e il Ministro Boccia. Il Decreto delPresidente del Consiglio che dovrebbe aprire da lunedì la nuova fase del Paesenon corrisponde all’accordo politico raggiunto ieri. Le linee guida per lariapertura delle attività commerciali, concordate con le categorie, devonoessere chiaramente recepite. Serve un’assunzione di responsabilità e coraggio.Sennò troppi pareri tecnici e troppi cavilli affonderanno l’Italiadefinitivamente”Poco dopo sulla propria pagina personale anche Musumeci interviene “Con tutti ipresidenti di Regione italiani siamo tornati a riunirci adesso, a tarda notte,con il presidente del Consiglio Conte. Rivendichiamo il diritto di fareripartire le attività economiche e iniziare il graduale ritorno alla normalità.Serve responsabilità. E chiediamo al governo centrale di recepire le nostrelinee guida adottate da tutte le Regioni italiane. La mia ordinanza è giàpredisposta. Nessuno vuole fare strappi, ma la gente inizia a non capire”E dunque la notte è passata in videoconferenza. Un incontro durato fino alle 4del mattino circa e una soluzione che lascia l’amaro in bocca. Le Regionidovranno emanare le loro ordinanza ma per farlo dovranno solo avere fiducia. Ilgoverno si è impegnato a recepirle nella versione definitiva del decreto infase di pubblicazione. Insomma un accordo sulla parola ma senza carte asupporto.A fare le spese di tutto questo sono i commercianti che devono aprire senzacertezza delle regole. Una cosa che vale anche e soprattutto per la Sicilia chepotrebbe aprire molto di più di altre regioni.Nell’isola, infatti, a distanza di una settimana dall’allarme sul picco ditrasmissibilità del virus, arriva l’atteso dato che riporta la situazione ad unindice normale, praticamente dimezzato rispetto alla settimana precedente.L’indice rilevato nella settimana che va dal 9 al 15 maggio la trasmissibilitàsiciliana è dello 0,54 contro l’1,12 di venerdì 8 maggio. Già allora si eradetto che si trattava di un indice che poteva essere falsato da almeno duedati. Adesso arriva la conferma che quel picco era una anomalia temporanea.Sono sette i territori con indice più basso di quello siciliano ma si tratta intutti gli altri casi, di regioni piccole o con bassa popolazione con dueeccezioni. Insomma fra le grandi regioni la Sicilia ha l’indice più basso.Meglio va alla Sardegna che con l’indice 0,24 è la Regione con il più bassorischio in assoluto, poi c’è la Basilicata con 0,27, la Calabria e il Molisecon 0,34, la Valle D’Aosta con 0,38, la Toscana con 0,39 nonostante i picchinumerici di contagio dei giorni scorsi e la Liguria con 0,48