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Dir. Resp.
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Edizione del 25/04/2020
Estratto da pag. 1
App “Immuni” tra dubbi e perplessità
App “Immuni” tra dubbi e perplessità. L’applicazione dovrebbe esseredisponibile da maggio ma le informazioni, almeno per i cittadini, non sonomolte. Al momento infatti, gli unici dati più o meno certi sembrerebbero esserequesti: è una app per il tracciamento dei contatti, ovvero una voltaindividuata la persona contagiata il sistema permette di ricostruire i suoicontatti precedenti per vedere chi potrebbe essere stato a sua voltacontagiato, velocizzando quindi la ricostruzione dei vari passaggi del virus;2) non è obbligatoria; 3) è gratuita; 4) dovrebbe essere disponibile da maggio;5) verrà inizialmente testata in alcune regioni; 6) per essere efficace devecoinvolgere grosso modo il 60% delle persone. E allora d’acchito viene spontanea qualche riflessione: la app evidentemente,almeno agli inizi, traccerà i contatti di quelli che positivi sanno di esserlo,cioè gli acclarati, cioè quelli sottoposti a tampone. E di contro non traccerà,ovviamente, i contatti di coloro che non sanno se sono o meno positivi, perché non sono stati sottoposti al tampone e quindi la schiera degli asintomatici(ovviamente esclusi coloro che per motivi di lavoro sono stati comunquesottoposti a tampone, come il personale sanitario), che a quanto par di capire,dovrebbero essere la maggioranza.E proprio su questa questione è intervenuto recentemente anche il consigliereregionale Matteo Marnati. «Il fatto di avere una app che tracci gli spostamentiben venga – commenta – Ma al momento non avendo elementi non possiamo giudicarenulla. Personalmente ho espresso perplessità su come viene gestita; fatta cosìè una App che nasce monca, non ci sono i dati di tracciamento delle personepositive e non è questa che ci salverà».«Ad oggi – aggiunge – sono troppo vaghe le informazioni fornite in questigiorni dal governo nel corso della conferenza delle Regioni alla quale ho presoparte. Prima di dare il via libera all’impiego di questa tecnologia restiamo inattesa di capirne meglio il funzionamento, senza contare che l’accertamentodello stato di salute delle persone non può prescindere dai tamponi senza iquali l’operazione parte con le armi spuntate, con il pericolo di creareconfusione per i positivi non accertati. Inoltre l’utilizzo del Bluetoothtraccia non soltanto le persone vicine ma anche quelle distanti fino a 20 metrie quindi rischia di creare confusione. La Regione Piemonte rimane adisposizione per lavorare insieme al governo per creare una app che sia il piùpossibile efficace».[banner_qua]