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Edizione del 02/12/2022
Estratto da pag. 1
Autonomia differenziata, De Luca sfida Zaia: «Ora dialogo»
«Calderoli ha torto su tutta la linea e se si sono fermati è solo perché abbiamo aperto un dibattito violento su questo tema»
Cambia strategia Vincenzo De Luca. E sull'autonomia differenziata rilancia. Accantonando, almeno per un attimo la guerra diretta contro il ministro Calderoli, e avanzando una proposta diversa al suo collega leghista Luca Zaia: «Via le divisioni: sediamoci attorno ad un tavolo e vediamo quali sono i 10 punti condivisibili su cui lavorare per snellire la burocrazia», spiega l'ex sindaco di Salerno, ieri mattina in consiglio regionale, nel corso di una seduta monotematica dedicata proprio all'autonomia. APPROFONDIMENTI Autonomia differenziata, ecco i paletti del governo: «I servizi essenziali garantiti anche al Sud» Locatelli: «Autonomia deve combaciare con assistenzialismo» Le condizioni di Manfredi: «Fuori energia e scuola» «Calderoli ha torto su tutta la linea e, se si sono fermati è perché, nel febbraio 2019 abbiamo aperto un dibattito violento su questo tema. La sua bozza - spiega De Luca nel suo intervento conclusivo - prevede delle cose gravissime, ad esempio, la totale cancellazione del ruolo del Parlamento rispetto alla approvazione delle intese, prevedendo addirittura il silenzio-assenso in caso di mancanza del parere del ministero dell'Economia». De Luca però, prima, fa un quadro in cui non lesina colpe anche al suo schieramento: «Se c'è un tema rispetto al quale alla Campania e al governo regionale non può essere addebitata neanche una virgola è il tema dell'autonomia e della difesa del Sud: la Campania, e il sottoscritto in particolare, hanno aperto un dibattito quasi violento nei confronti di tutte le forze politiche», spiega riferendosi a un documento elaborato dalla sua giunta «dopo un dibattito in consiglio regionale» e preso a pretesto da Calderoli per accusare De Luca di aver chiesto anche lui più poteri. 

«All'inizio tre regioni del Nord avevano chiesto l'autonomia su alcune materie, tra cui l'Emilia Romagna. Poi anche noi l'abbiamo fatto ed il collega dell'Emilia ha accettato la nostra piattaforma», spiega De Luca riferendosi al democrat Stefano Bonaccini che ora corre per la segreteria nazionale e che De Luca, dopo un'iniziale freddezza, potrebbe decidere di appoggiare al congresso Pd.  Poi la proposta al collega del Veneto, il leghista Luca Zaia: «Accantoniamo i diversi punti di vista. Diamo tempo al Parlamento e al Mef di valutare e approfondire tutti gli aspetti legati all'autonomia differenziata. Ma non sprechiamo un'occasione preziosa: definiamo una piattaforma unitaria che impegni tutti quanti noi sull'obiettivo di una sburocratizzazione radicale». Tra i due, qualche settimana fa, uno scambio di vedute anche attraverso una corrispondenza privata sul tema che ha infiammato il dibattito politico.«Cerchiamo di acquisire da subito obiettivi estremamente importanti di decentramento e di sburocratizzazione in modo da modernizzare il Paese e le istituzioni. Vi sono decine di pareri legati ai ministeri e allo Stato centrale che possono essere o cancellati o rapidamente trasferiti a livello regionale. Tantissimi interventi di centralismo assurdo e paralizzante possono e devono essere cancellati: Sovrintendenze, piani paesaggistici, portualità, impianti energetici, opera pubbliche di valenza regionale o intercomunale. Su tutte queste materie, senza sconvolgimenti istituzionali, le Regioni - insiste De Luca - possono essere interlocutori unici». «La bozza Calderoli è finalizzata a trasferire alle Regioni ben ventitré importanti materie, frantumando l'unità nazionale e destinando il Sud ad un arretramento sempre peggiore», attacca Valeria Ciarambino, ex grillina ora nel misto che riconosce a De Luca «il ruolo di difesa di tutto il Sud». «La bozza Calderoli è una gara truccata, nella quale il Sud non ha neanche una possibilità su un milione di vincere», incalza per il Pd il consigliere Massimiliano Manfredi. «Non ci dobbiamo preoccupare dell'autonomia - spiega l'ex governatore Caldoro - ma che piuttosto vada applicata bene. Il sistema che c'è ora va male». «È francamente paradossale che il presidente della Campania dichiari di voler far ritirare al ministro Cal
deroli una proposta che non esiste. Calderoli ha invece il merito di aver aperto una discussione con le regioni», ribatte invece Severino Nappi, capogruppo della Lega.E alla fine il consiglio regionale approva a maggioranza una risoluzione che impegna De Luca a proseguire nella richiesta di ritiro della proposta presentata dal ministro per gli Affari regionali nella seduta della Conferenza Stato-Regioni del 17 novembre scorso. Proposta, quella della Lega, nel frattempo congelata. Almeno per ora.