repubblica.it
Dir. Resp.
Tiratura: n.d. - Diffusione: n.d. - Lettori: 3628963
Edizione del 23/11/2022
Estratto da pag. 1
In Basilicata la prima borsa internazionale sul turismo delle origini - la Repubblica
Prima edizione di Roots-In a Borgo Venusio (MT): presenti oltre 500 stakeholder internazionali. Opportunità per il recupero dei borghi
Si chiama turismo delle origini, è un tipo di turismo in cui il viaggiatore ritorna a visitare la terra dei propri antenati o delle proprie origini. Un segmento turistico che esiste da sempre, che in Italia ha un’importanza storica e culturale. Un fenomeno ancora poco conosciuto e valorizzato.  

Almeno fino ad oggi. Si è appena conclusa infatti Roots-in, la prima borsa internazionale sul turismo delle origini, a Borgo Venusio (MT) organizzato da Regione e Apt Basilicata in collaborazione con Enit e la DG per gli Italiani all’Estero del ministero degli Affari esteri. Diventerà un appuntamento annuale. 

Alla prima edizione hanno partecipato oltre 500 stakeholder e operatori del mondo del turismo internazionale. La volontà di fare sistema c’è, come quella di potenziare e favorire il dialogo tra pubblico e privato. Così ci si avvicina a grandi passi verso l’Anno delle Radici previsto nel 2024.

Il turismo delle origini sta riscuotendo sempre più interesse negli ultimi anni ed è il momento di intercettarlo. È un modo anche per diversificare l’offerta e distribuire i flussi su tutto l'anno “coinvolgendo molto i giovani che vogliono riscoprire le proprie origini” come ha evidenziato Sandro Pappalardo, rappresentante della Conferenza Stato regioni nel cda di Enit.   

I discendenti degli italiani che vivono all’estero rappresentano una grande opportunità per il turismo emozionale insomma, ma, come sottolinea Giovanni Maria de Vita, responsabile Turismo delle radici Dgit Maeci, "dobbiamo considerarli non come un bene economico, ma come uno straordinario patrimonio di relazioni, di storia, di identità. Nell’ambito del progetto Pnrr dedicato al turismo delle radici, vogliamo mettere a disposizione di questo valore una serie di servizi come il Passaporto delle radici, con una serie di incentivi per venire in Italia, o la digitalizzazione delle anagrafi comunali e tanto altro”. 

Sulle opportunità aperte dal Pnrr per il recupero dei borghi è intervenuto anche Angelantonio Orlando, direttore generale per l’attuazione del Pnrr del ministero della Cultura, che si è soffermato in particolare sui progetti lucani approvati: “La Basilicata è una delle regioni che più di altre ha fornito progettualità sui bandi del Pnrr dedicati ai Borghi. Su circa 40 progetti presentati ben 18 hanno superato la selezione per un investimento complessivo di 30 milioni di euro. Stiamo pensando di aggiungere una quota significativa di risorse nell’ambito del Fsc 2021 – 2027 per far scorrere la graduatoria dei comuni”. 

E Il turismo delle origini si inserisce in modo coerente con la strategia della Basilicata per il recupero dei borghi, come affermato da Gianpiero Perri, consigliere scientifico per l’attuazione del Pnrr della presidenza della giunta regionale: “I borghi lucani rappresentano una priorità strategica per la giunta regionale. Per questo la dimensione dell’impegno profuso non ha precedenti. La Basilicata è capace di aggiungere bellezza alla bellezza ereditata”.