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Edizione del 23/09/2022
Estratto da pag. 1
Schlein già guarda a M5s per il post voto. Ma Conte fa il duro con il Pd - HuffPost Italia
Tra gli esponenti dem c''è chi è convinto che non si debba archiviare la prospettiva di un dialogo con i pentastellati
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Prime prove di dialogo post-elezioni tra Pd e M5s? Elly Schlein, vicepresidente dem della Regione Emilia-Romagna incoronata “astro nascente della sinistra italiana” dal britannico Guardian, prova ad aprire la breccia in un’intervista a Repubblica: "Con il Movimento 5 Stelle spero si potrà lavorare insieme. Lo penso oggi, lo pensavo ieri e lo penserò domani: sugli impegni comuni per l'ecologia, la redistribuzione e contro il precariato, si potrà collaborare come abbiamo già fatto a Bologna". Schlein non è l’unica democratica a pensare che non si debba archiviare la prospettiva di un dialogo con i pentastellati, anche se il presidente Conte rimane rigido.

“È naturale che dopo queste elezioni, tutti coloro che possono fare parte del centrosinistra, a partire dal M5s, ci si debba provare a tornare a dialogare e a costruire l’embrione di un nuovo centrosinistra del futuro”, ha detto nei giorni scorsi il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, intervenendo al Tpi Fest a Bologna. “Se hai capacità di presentare un’alleanza ampia e di candidare figure credibili puoi battere anche coloro che stanno governando” ha aggiunto Bonaccini citando le ultime elezioni regionali in Emilia-Romagna dove l’affluenza era arrivata al 70%. “Certamente – ha aggiunto il governatore – abbiamo bisogno di irrobustire il Pd sperando prenda il massimo dei voti possibili e costruire un centrosinistra più largo perché la destra che è divisa su tante cose, che negli ultimi cinque anni non è mai stata insieme a governare, è unita e ha dimostrato una capacità di stare insieme”.

Alle parole del presidente dell'Emilia-Romagna ha replicato oggi il presidente pentastellato Conte. "L'apertura di Bonaccini? Non possiamo sederci a un tavolo e far finta di nulla. Vedremo in futuro come si evolverà la storia del Pd, quale agenda adotteranno, saremo più duri e intransigenti di quanto siamo stati fino a qui. E se ci fosse un'altra segreteria del Pd? "È un problema anche di contenuti, non solo Letta", ha detto l'ex premier. 

A riaprire la porta ad un eventuale dialogo coi 5s è giunto anche il ministro del lavoro Andrea Orlando, intervenendo ieri su Radio 24. “Non è cambiato l'atteggiamento, perché non è cambiata la legge elettorale. Il percorso comune è stato rotto per ragioni di calcolo politico, che ha messo il Paese in difficoltà, in un momento di grave crisi geopolitica. La possibilità di mantenere il campo largo è venuta meno, ma la legge elettorale no e l'unica possibilità di battere la destra è il voto al Pd negli uninominali. Il dialogo rimane e ci sarà anche dopo”, ha detto l'esponente dem. Lo sguardo va a quello che accadrà dopo il 25 settembre: “Discutiamo delle elezioni, il dopo lo vedremo. Se si ferma la destra – ha aggiunto Orlando – c'è un dialogo in un certo quadro di una possibile riflessione su come recuperare ciò che si è rotto, anche con le altre forze”. 

Intanto, sempre sulle pagine di Repubblica, Elly Schlein definisce il programma del Pd "finalmente progressista e di sinistra", nel tentativo di ricomporre le "fratture dovute agli errori degli ultimi 10 anni con il mondo del lavoro, della scuola, del terzo settore. Dobbiamo ricostruire fiducia con chi in questi anni di crisi si è impoverito, mentre altri facevano extraprofitti" ed "è inaccettabile che le società che li hanno fatti non versino la timida tassa che è stata richiesta". E su Giorgia Meloni: "Una leadership femminile è diversa da una femminista, non si aiutano le donne se non si difendono i loro diritti, a partire da quelli sul proprio corpo. Servono servizi, il congedo parentale come in Finlandia. Poi io non so in quale Paese viva Giorgia Meloni, che parla del diritto a non abortire. In quello dove viviamo noi, 7 medici su 10 che devono praticare l'interruzione di gravidanza sono obiettori. Serve una percentuale di non obiettori in ogni struttura".

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