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Edizione del 20/07/2022
Estratto da pag. 1
Vertenza Alival, la Cisl: «Gruppo Castelli non investirà a Reggio, posti di lavoro a rischio»
Secondo tavolo nazionale presso la sede della conferenza delle Regioni a Roma. L’Azienda chiuderà ma è disposta a prorogare rispetto al primo trimestre 2023 per completare vendita o riconversione dello stabilimento
Secondo tavolo nazionale presso la sede della conferenza delle Regioni a Roma. L’Azienda chiuderà ma è disposta a prorogare rispetto al primo trimestre 2023 per completare vendita o riconversione dello stabilimento

«Nessun interesse a mantenere la produzione a Reggio da parte del gruppo Nuova Castelli. Per salvaguardare i livelli occupazionali, necessario lavorare per la reindustrializzazione o l’acquisizione dello sito produttivo e per il piano sociale». A riferirlo è Antonino Zema segretario generale aggiunto Fai Cisl Reggio Calabria, oggi presente con le altre delegazioni territoriali di Flai Cgil e Uila Uil al secondo tavolo nazionale convocato presso la sede della conferenza delle Regioni a Roma per discutere della vertenza Alival. Ancora a rischio i posti di lavoro dei 79 dipendenti del caseificio, afferente al gruppo Castelli di proprietà della Multinazionale francese Lactalis, con sede a San Gregorio a Reggio Calabria e che sarà chiuso entro il primo trimestre del 2023.

«Il prossimo 31 agosto a Milano si terrà un tavolo tecnico alla presenza dei Sindacati e dell’Azienda per avviare una fase operativa che si avvarrà anche del contributo delle istituzioni presenti a Roma al tavolo odierno ossia i sindaci facenti funzioni Paolo Brunetti e Carmelo Versace, rispettivamente di Comune e Città Metropolitana di Reggio Calabria, e vicepresidente della Regione oltre che assessora al Lavoro, Giuseppina Princi. Tutti dovremo concorrere all’individuazione di soluzioni e di possibili acquirenti dello stabilimento che consentano allo stesso di sopravvivere con altro proprietario o di essere riconvertito», riferisce ancora Antonino Zema segretario generale aggiunto Fai Cisl Reggio Calabria.

Resta dunque fissata al primo trimestre del 2023 la data entro cui il Gruppo Castelli chiuderà lo stabilimento reggino, anche se potrebbe esserci un prolungamento in caso di trattative di vendita ancora da concludersi. «Abbiamo rigettato il piano industriale oggi proposto dall’azienda che ha rimarcato di voler investire solo sui grandi marchi e sulle produzioni Dop, dove siano più redditizie, e dunque di non nutrire più interesse per altre produzioni anche se di eccellenza, come ad esempio la mozzarella Specialità tradizionale garantita Stg prodotta nello stabilimento di San Gregorio. Dinnanzi a queste posizioni, dobbiamo pensare a come tutelare i lavoratori e lo faremo ancorando il piano sociale a quello di acquisizione/reindustrializzazione del sito produttivo reggino. Diamo atto all’Azienda di avere accordato un allungamento dei tempi entro cui chiudere in caso vi siano in corso il subentro di nuova proprietà o riconversione attività», ha concluso Antonino Zema segretario generale aggiunto Fai Cisl Reggio Calabria.

Dunque le interlocuzioni proseguono ma dal confronto si passerà, adesso, a una fase più operativa, perché il tempo scorre e le intenzioni di chiudere del Gruppo Castello sono granitiche. La questione si pone in analoghi termini anche per lo stabilimento di Ponte Buggianese in provincia di Pistoia. Dopo il tavolo tecnico di fine agosto e il punto con le Istituzioni, si tornerà a fare sintesi con una nuova riunione presso la sede della conferenza delle Regioni.

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