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Edizione del 22/02/2022
Estratto da pag. 1
Alle Marche 13 milioni, una toppa nella voragine-sanità approfondita da due anni di pandemia
ANCONA - Una toppa per chiudere una voragine. Due anni di pandemia hanno scavato un buco profondo nelle casse dei sistemi sanitari regionali e, per frenare l’emorragia di risorse, il governo...
ANCONA - Una toppa per chiudere una voragine. Due anni di pandemia hanno scavato un buco profondo nelle casse dei sistemi sanitari regionali e, per frenare l’emorragia di risorse, il governo nazionale ha previsto un fondo da 600 milioni da distribuire alle Regioni e province autonome quale contributo per le spese aggiuntive legate alla gestione dell’emergenza Covid nel 2021. Da riparto, alle Marche sono toccati 13,2 milioni, sulla base di apposita intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni il 20 dicembre. Una bella cifra, ma ancora ben lontana dall’appianare le “perdite” fin qui registrate.

 

 

Se nel 2020 le spese aggiuntive per la gestione dell’emergenza Covid avevano pesato per 191 milioni di euro (di cui solo 93 ristorati dallo Stato) sulle casse regionali, nel 2021 la cifra si è assestata sui 146.894.285 euro, a fronte di risorse di finanziamento statale che, a fine novembre, quando venne approvato l’assestamento di bilancio 2021-2023, ammontavano a 48 milioni. Ora si aggiunge questa nuova tranche.

Il riparto 

Con decreto del 15 febbraio, Palazzo Raffaello ha accertato la somma di 13.224.526 euro, «quota di riparto a favore della Regione Marche del fondo istituito quale contributo statale a titolo definitivo alle ulteriori spese sanitarie collegate all’emergenza Covid rappresentate dalle regioni e dalle province autonome nell’anno 2021», si legge nel documento. La suddivisione prevede che all’Asur vadano 4 milioni di euro, alle aziende ospedaliere Marche Nord e Ospedali Riuniti di Ancona 7.424.526 euro, e all’Inrca 1,8 milioni. Ma mancano ancora molti soldi all’appello e sistemi sanitari ed enti locali sono in debito d’ossigeno. L’auspicio è che il 2022 segni la svolta, con l’allentamento della presa del Covid su salute ed economia. E i segnali, per il momento, sono incoraggianti. Si è stabilizzato il numero di ricoverati per Covid-19 nelle Marche: ora sono 303, +2 sul giorno precedente. Le Marche, tornate gialle da oggi, confermano due parametri su tre sotto soglia: il tasso di occupazione dei letti intensivi è del 12,1% - quasi da zona bianca - mentre quello in area medica è a 22,5%, ben al di sotto di quel 30% che ci ha fatto tingere di arancione per due settimane. Resta sopra soglia, ma comunque in calo, anche il tasso d’incidenza ogni 100mila abitanti, ieri a 888,3. Purtroppo però, si continuano a registrare decessi, cinque solo nell’ultima giornata. Per mettere a riparo i più fragili, ieri il commissario straordinario per l’emergenza Covid Figliuolo ha inoltrato una circolare alle Regioni con cui comunica che, a partire dal 1° marzo, sarà possibile somministrare un’ulteriore dose di vaccino come richiamo a tutti i soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria di età pari o superiore a 12 anni, che abbiano già completato il ciclo vaccinale primario con tre dosi, dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dalla dose booster. Una platea composta da 63.098 persone nelle Marche.

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