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Edizione del 29/01/2022
Estratto da pag. 1
Salvini: o vince con Conte (e Meloni) o rischia il Papeete Bis
Il fallimento della candidatura della presidente del Senato. La terna del centrodestra bruciata. Il tentativo con Conte per Belloni. E un partito che ora lo chiama “Matteo Bersani”

Denis Verdini voleva ritagliare per lui il ruolo del kingmaker. Ovvero di colui che avrebbe guidato il centrodestra nella scelta di un presidente della Repubblica finalmente affine a quell’area politico-culturale. Ma, scrive oggi Il Fatto, nei capannelli leghisti che compulsano le giravolte del Capitano lo hanno soprannominato “Matteo Bersani”, con un chiaro riferimento alla querelle del 2013 che ha portato alla fine al bis di Napolitano e alle dimissioni dell’allora segretario del Partito Democratico. E mentre un altro bis, quello di Sergio Mattarella, si staglia all’orizzonte, Matteo Salvini si gioca tutto oggi. Meglio ancora, stamattina. Quando nella riunione di maggioranza che ha richiesto dopo aver ottenuto l’appoggio di Giuseppe Conte proporrà il nome di Elisabetta Belloni per il Quirinale.

I retroscena dei giornali oggi raccontano di un partito sconcertato dalle mosse del suo segretario. Che va a parlare con Draghi, poi vede Letta e Di Maio, infine litiga con Tajani e rischia di rompere il centrodestra. E fa tutto questo in prima persona e da solo, senza farsi affiancare da governatori e numeri due. «Sembra tornato quello del Papeete», sussurrano i suoi secondo Repubblica. E se ne capisce perfettamente il motivo: pur baciato da fortune elettorali, in questi anni Salvini non ha azzeccato molte mosse politiche. Ha perso la leadership dell’opposizione e i primi posti nei sondaggi a favore di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni. In cambio, con la partecipazione al governo Draghi, voleva ottenere una legittimazione politica. Ma il disastro sulla candidatura di Casellati pesa.

«Se Matteo mi convoca per una riunione vado, per il resto mi sono già tirato fuori, com’è noto la penso diversamente da lui», avrebbe detto secondo il quotidiano in queste ore agli amici il ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Il candidato di Giorgetti è Draghi, ma Salvini sta facendo di tutto per non accettare questo scenario. O di accoglierlo, sì, ma alzando il prezzo: in cambio vuole un governo a immagine del centrodestra e il Viminale per sé. In Transatlantico si aggirano irrequieti anche i governatori Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. La sortita di due giorni fa, quella visita tenuta nascosta a tutti a casa di Sabino Cassese l’hanno considerata un affronto personale: «Ma come? Cassese? Giusto lui che è stato nemico giurato dell’autonomia?».

Per questo, spiega oggi il Fatto, lo chiamano “Matteo Bersani” nei capannelli leghisti, ricordando la disfatta dei 101 che impallinarono Romano Prodi nel 2013. E nelle chat del Carroccio torna anche una celebre copertina del settimanale Oggi del dicembre 2014, con Salvini a torso nudo e cravatta verde. L’unica depositaria dei pensieri e dei progetti del capo è la compagna Francesca Verdini. Con lei da due anni condivide l’appartamento nella residenziale Roma Nord. Anche se, fa sapere sempre Repubblica, nel partito c’è chi dice che sia tornato all’ombra del capo Luca Morisi. Il guru della Bestia è rimasto amministratore della chat con cui il partito comunica coi giornalisti: Info-Lega. Un suo messaggio qualche giorno fa durante gli scrutini è comparso in chat ed è stato subito cancellato.

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