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Edizione del 15/09/2021
Estratto da pag. 1
Zona rossa o arancione, "con Green pass Italia regioni restano aperte"
Le parole di Massimiliano Fedriga, presidente della regione Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni
Le parole di Massimiliano Fedriga, presidente della regione Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni

Con il Green pass Italia, e nell'eventualità di un ritorno delle regioni in zona rossa o arancione per l'aumento dei contagi da coronavirus, le attività potranno rimanere comunque aperte. A dirlo, ospite ieri sera di Stasera Italia su Rete4, Massimiliano Fedriga, presidente della regione Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni.

"Il Green Pass - ha spiegato - è uno strumento di apertura: ora abbiamo strumenti nuovi e col Green Pass anche se ci saranno regioni in arancione o rosso le attività possono rimanere aperte. Diamo così certezza che non c'è rischio di chiudere di nuovo".

"C'è un documento siglato dai nostri governatori con Salvini: è l'indirizzo che lo stesso segretario ha dato al partito. Non si può però pensare - ha aggiunto Fedriga - di tramutare il Paese in un'arena. Penso che facciamo un danno al Paese se pensiamo che chi non vuole il Green Pass è un nazista. Non possiamo fare una lotta tra bande. La politica non può creare una lotta fratricida nella nostra popolazione. Dobbiamo zittire le fake news sul vaccino che sono indecenti. La pandemia si vince se le istituzioni si muovono insieme ai cittadini".

"Salvini non appoggia il convegno che si è tenuto al Senato sulle cure domiciliari, quelle sono menzogne. Non si può curare il Covid con farmaci che l'Ema e l'Fda hanno detto di non usare. Dirlo è grave. Sostenere che non ci sarebbero ospedalizzazioni se si cura a casa a prescindere non è vero. Allo stato attuale non abbiamo farmaci per curare il Covid. Le ospedalizzazioni ci sono: il problema non è solo per chi si ammala di Covid ma per tutte le altre patologie che non trovano una risposta tempestiva dalla nostra sanità. E' una menzogna dire che con le terapie domiciliari risolvi tutto in pochi giorni: qualcuno purtroppo in ospedale ci va", ha concluso Fedriga.