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Edizione del 20/07/2021
Estratto da pag. 2
Coronavirus in Italia, il bollettino del 19 luglio: 2.072 nuovi casi, 7 decessi. Il tasso di positività sale al 2,3%
Coronavirus ¡n Italia, ¡I bollettino del 19 luglio: 2.072 nuovi casi, 7 decessi. Il tasso di positività sale al 2,3% Con soli 89mila tamponi, 115mila meno di ¡eri, i contagi calano da 3.127 a 2.072 ma il tasso di positività lievita dall'I ,9 al 2,3%. Sono soltanto 7 i decessi, ma si contano sei ricoverati in più e 16 nuovi accessi nelle terapie intensive e ben 52 nei reparti di medicina. Scendono da 369 a 208 i casi in Lombardia, dove però calano anche i tamponi: da 28mila a 11 mila. Netto calo da 77 a 28 dei contagi in Piemonte, dove anche il tasso di positività scende dal 2,7à²Ï,8%. Rallenta la crescita dei casi Covid in Veneto, dopo la forte ripresa della scorsa settimana. Sono 239 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore contro i 379 di ieri, un dato che potrebbe risentire della minore attività di tracciamento nel weekend. Anche oggi, come domenica, nessun nuovo decesso. Risalgono di poco i dati clinici: i ricoverati con Covid in area medica sono 241 (+2), quelli in terapia intensiva 17 (+1). L'incidenza dei casi settimanali ogni "lOOmila abitanti è a 47,1, vicina a quota 50 che con le regole attuali manda in giallo. Scendono da 243 a 191 i nuovi positivi in Toscana con il tasso di positività che risale però dal 4, 1 al 5,7%. In Emilia Romagna i contagi passano da 266 a 219 ma il tasso di positività guadagna un decimale e arriva al 5.4%. Casi in lieve flessione da 471 a 434 nel Lazio, dove l'incidenza dei casi è a 44,7 mentre il tasso di positività dal 7 sale al 7,6%. Calano da 244 a 1 51 i casi in Campania con un tasso di positività che dal 4 sale però al 6,5%. In Puglia passano da 70 a 47 i nuovi casi. dove anche il tassodi positività scende nettamente dalli.9 all'I,1%. Green Pass «Oggi il green pass può essere utile per aprire ciò che è chiuso - afferma Massimiliano Fedriga, presidente della conferenza delle Regioni- dobbiamo usare equilibrio e portare con noi tutto il Paese, se creiamo una lotta fra bande in mezzo a una pandemia perdiamo tutti, indipendentemente dalle ragioni. Questa è una battaglia che si vince insieme, istituzioni e cittadini, cercando di evitare estremismi da una parte e dall'altra. Il green pass al ristorante con i numeri che abbiamo mi sembrerebbe una scelta fuori luogo e incomprensibile. Se la situazione dovesse peggiorare, le scelte potrebbero essere diverse, ma oggi non creiamo allarmismi inutili, usiamo la dovuta prudenza». «Vedo la formazione di tifoserie, e in mezzo a una pandemia credo che non possiamo muoverci sull'ideologia - ha insistito Fedriga - Fortunatamente oggi i numeri nel nostro Paese, malgrado l'aumento dei contagi, sono ancora contenuti in termini di valore assoluto e fortunatamente gli ospedali sono vuoti o comunque hanno pochissimi pazienti. Con questa consapevolezza dobbiamo quindi fronteggiare l'oggi, sapendo che in questa situazione non possiamo penalizzare realtà economiche che ne sarebbero devastate, ma dall'altro lato dobbiamo anche utilizzare il green pass per aprire ciò che oggi è chiuso - penso alle discoteche, ai grandi eventi, agli stadi che ancora sono molto limitati. Utilizziamo la cosa per aprire di più», ha spiegato il Presidente della Conferenza delle Regioni. I pentastellati virano intanto più decisamente verso l'uso esteso del green pass. «I dati sull'efficacia delle vaccinazioni nel prevenire le infezioni e le forme gravi di Covid 19 indicano che bisogna dedicare tutti gli sforzi nell'arrivare prioritariamente agli oltre due milioni di over 60 ancora non immunizzati. Il Green pass esteso può essere la soluzione per affrontare un aumento di contagi ed evitare una nuova stagione di restrizioni e chiusure che, purtroppo, si sta già affacciando in altri Paesi europei». Lo dichiarano i deputati e le deputate del Movimento Cinque Stelle della commissione Affari Sociali. «Riteniamo irresponsabili - continuano - le dichiarazioni di coloro, e tra questi alcuni esponenti di Lega e Fratelli d'Italia, che invece di invitare gli italiani a completare l'immunizzazione nel più breve tempo possibile, continua a giocare sulle paure dei cittadin
i e sollevare dubbi sui vaccini per un mero tornaconto politico». Attualmente, la Circolare del Ministero della salute del 3 marzo 2021 indica che «è possibile considerare la somministrazione di un'unica dose di vaccino anti-Covid nei soggetti con pregressa infezione da Sars-CoV-2», purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i á mesi dalla stessa. Tuttavia, diversi studi ed esperti suggeriscono la possibilità di attendere oltre i 6 mesi prima di sottoporre a vaccinazione i soggetti guariti, ¡n considerazione della risposta ¡mmunitaria da loro sviluppata. «Su questo tema - aggiunge Costa - le conoscenze scientifiche sono in rapida evoluzione e Aifa assicura costantemente ¡I proprio impegno nel continuo aggiornamento delle evidenze, così da sostenere nel modo migliore la campagna vaccinale». Intanto c'è chi propone la dose unica di vaccino anche per i guariti Covid di lungo corso. «Come da risposta data da me per conto del Governo, è all'attenzione dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) la possibilità di estendere oltre i á mesi il limite temporale per la somministrazione della dose unica nei soggetti guariti dal Covid-19, a supporto della quale stanno emergendo dati scientifici». A dirlo è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, precisando quanto accennato pochi giorni fa rispondendo a un'interrogazione presentata in Commissione Affari Sociali alla Camera. Attualmente, la Circolare del Ministero della salute del 3 marzo 2021 indica che «è possibile considerare la somministrazione di un'unica dose di vaccino anti-Covid nei soggetti con pregressa infezione da Sars-CoV-2», purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa. Tuttavia, diversi studi ed esperti suggeriscono la possibilità di attendere oltre i 6 mesi prima di sottoporre a vaccinazione i soggetti guariti, in considerazione della risposta ¡mmunitaria da loro sviluppata. «Su questo tema - aggiunge Costa - le conoscenze scientifiche sono in rapida evoluzione e Aifa assicura costantemente il proprio impegno nel continuo aggiornamento delle evidenze, così da sostenere nel modo migliore la campagna vaccinale». -tit_org- Coronavirus in Italia, il bollettino del 19 luglio: 2.072 nuovi casi, 7 decessi. Il tasso di positività sale al 2,3%