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Edizione del 16/04/2021
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De Picciotto, il re delle masserie: «Aiuti dalla Puglia? Meglio da soli»
Cinquanta milioni investiti in lidi e masserie vip, auspica un piano industriale della Regione per l’intero settore. «In Puglia non c’è...
L’INTERVISTA

Mezzogiorno, 16 aprile 2021 - 09:54

De Picciotto, il re delle masserie: «Aiuti dalla Puglia? Meglio da soli»

Cinquanta milioni investiti in lidi e masserie vip, auspica un piano industriale della Regione per l’intero settore. «In Puglia non c’è programmazione». Il flop di Emiliano

di Antonio della Rocca

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BARI Renè De Picciotto, lei ha investito in pochi anni circa 50 milioni creando strutture turistiche d’alta fascia tra Fasano, Ostuni e Lecce, tra l’altro acquistando antiche masserie abbandonate e trasformandole in residenze d i lusso destinate a clienti soprattutto stranieri. Il turismo pugliese è pronto, a suo avviso, a ripartire dopo i colpi subiti dalla pandemia? E fino a che punto sarà importante il contributo della Regione sotto il profilo strategico, in questa fase?«Le nostre masserie nel territorio fasanese sono già affittate per l’estate e sto aspettando il via libera per la riapertura del resort a Lecce e del cinema che ho acquistato ad Ostuni. Credo che per quest’ultima struttura dovremo aspettare circa un altro mese e mezzo. Noi siamo pronti».Alcuni governatori si stanno già muovendo, come Luca Zaia che ha incontrato la stampa estera per rassicurare sul fatto che il Veneto è aperto ai turisti, mentre in Campania, De Luca ha lanciato l’idea delle isole Covid-free. Dalla Regione Puglia cosa si aspetta?«La Puglia, come altre Regioni fatica in materia di organizzazione, di programmazione, di comunicazione. Quindi, ognuno se la deve cavare da solo, altrimenti non sopravvive. Detto francamente è così».È un’idea che ha maturato al netto della sua esperienza imprenditoriale in Puglia durante questi anni?«Sì, non solo a Lecce, ma in Puglia in generale».In Puglia lei ha investito cifre considerevoli, intorno ai 50 milioni di euro, in particolare nelle province di Brindisi e Lecce.«Sì, più i meno siamo su questi numeri. Sono stati investimenti importanti».Si sarebbe aspettato maggiore collaborazione da parte delle istituzioni, in particolare da quelle chiamate a governare processi, politiche e strategie di sviluppo del turismo?«Idee non ne hanno, soldi neppure. Mi chiedo questo perché sono abituato a non aspettarmi nulla da nessuno, ma a contare su me stesso e basta».Soldi, però, se ne spendono tanti, per esempio attraverso PugliaPromozione, l’agenzia regionale chiamata a promuovere l’immagine della regione nel mondo.«Sì, lo so. Non dico che non fanno niente, ma sono io che non mi aspetto niente dagli enti. Ripeto, non mi aspetto nulla e faccio bene».L’assessore regionale al turismo, Massimo Bray, ha annunciato la convocazione, a breve, delle associazioni di categoria per discutere di strategie per la ripartenza.«Al momento non ne so nulla, non sono stato contattato nessuno. Generalmente gli altri mi chiamano quando hanno bisogno loro. Ma quando mi alzo la mattina io non mi aspetto niente dagli altri, quindi, non sono deluso se qualcuno non fa nulla per me».Non crede che le istituzioni debbano essere al servizio degli operatori economici?«Sì, ma ripeto, non mi Aspetto nulla. Qui ci sono tante cosa da rivedere. Bisogna fare un piano economico, un piano industriale. Questo è un Paese che non sa fare neppure un piano a medio termine, è un caso disperato, quindi è chiaro che ciascuno se la cava come può».In vista della prossima stagione turistica le Regioni procedono in ordine sparso auspicando l’accelerata delle vaccinazioni. Crede che si stia facendo un po’ troppa confusione?«Non conosco le altre Regioni, conosco la Puglia ma non vedo correttezza, quindi in questa situazione il singolo fa quello che può».



16 aprile 2021 | 09:54

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