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Edizione del 03/03/2021
Estratto da pag. 1
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È il primo Dpcm contro la pandemia firmato da Mario Draghi, resterà in vigore per un mese, dal 6 marzo al 6 aprile, Pasqua compresa, ma non c’è il nuovo premier a presentarlo in conferenza stampa, ieri sera nel cortile d’onore di Palazzo Chigi, come usava fare invece il suo predecessore, Giuseppe Conte. Ci sono al suo posto il ministro della Salute Roberto Speranza e la neoministra agli Affari regionali, Mariastella Gelmini. Speranza, che c’era già nel precedente esecutivo, dice che col nuovo Dpcm cambia poco: «Viene confermato il modello di divisione del nostro Paese in aree che corrispondono a colori» a seconda della diffusione del Covid. Regioni rosse, arancioni, gialle, dunque, dove le misure resteranno invariate. E poi ci sono le zone bianche, dove l’incidenza del Covid è minore (finora solo in Sardegna) ma anche qui rimarranno sospesi gli eventi a rischio assembramenti: fiere, congressi, discoteche e partite di calcio col pubblico negli stadi. Viene consentito, invece, l’asporto di bevande fino alle 22 dalle enoteche, asporto che rimane vietato per i bar dopo le 18, come ha precisato in serata il ministero della Salute. Resta vietato il consumo sul posto.
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Nuovo Dpcm: le regole dal 6 marzo al 6 aprile
Mascherine, distanziamento: insomma, quasi tutto immutato, perché anche «il principio guida» del nuovo governo - dice Speranza - è quello «della tutela della salute: per far ripartire il Paese serve vincere la battaglia sanitaria, prima mattonella per la ricostruzione». La neoministra Gelmini, di Forza Italia, ci tiene invece a rimarcare dei punti di discontinuità rispetto ai decreti di Giuseppe Conte: «Questo non è un Dpcm last minute , la bozza è pronta da venerdì scorso. Ed è anche improntato alla massima condivisione possibile. Con il Parlamento, le Regioni, le Province e i Comuni...». Soprattutto, è il Dpcm che chiarisce cosa accadrà adesso nelle scuole, alle prese con le varianti del virus. E allora: «In area rossa le scuole di ogni ordine grado saranno con didattica a distanza», dice Speranza. Ma scuole chiuse pure in tutti i territori (anche arancioni) dove il tasso di incidenza del virus sarà «pari o superiore ai 250 contagi ogni 100 mila abitanti» per sette giorni. Ma Antonio Decaro, presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni, non ci sta: «Con una mano si chiudono le scuole e con l’altra si elimina il divieto di asporto dopo le 18, favorendo così di fatto gli assembramenti dei ragazzi nei luoghi della movida. Così non va».
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Alla presentazione del Dpcm c’erano pure il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, che ha annunciato per oggi un’importante circolare: ai soggetti già infettati dal Covid sarà inoculata in Italia solo una dose di vaccino, sufficiente a renderli immuni. Speranza e Gelmini hanno anche incontrato il nuovo capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e il nuovo commissario all’emergenza, il generale Paolo Figliuolo. Entrambi appena nominati dal premier Draghi per dare una sterzata alla campagna vaccinale. «Venerdì - conclude la Gelmini - si svolgerà la prima riunione sui vaccini con la Conferenza delle Regioni, dei Comuni e delle Province. Sarà un momento importante per accelerare sull’obiettivo principe del governo».