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Edizione del 21/12/2020
Estratto da pag. 1
conte sfida renzi a un duello sui numeri: non ho più la fiducia? lo decida il parlamento
• [home-dago] • Media e tv • Politica • Business • Cafonal • Cronache • Sport • Viaggi • Salute • [envelope-d][giuseppe-c]21 dic 2020 09:49"NON HO PIÙ LA FIDUCIA? LO DECIDA IL PARLAMENTO" - CONTE SFIDA RENZI A UNDUELLO SUI NUMERI ALLE CAMERE DOPO IL PIZZINO DI ETTORE ROSATO ("CONTE HA PERSOLA FIDUCIA") - L'AVVOCATO DI PADRE PIO E' RINGALLUZZITO DAI SONDAGGI CHEREGISTRANO UNA CRESCITA DEL GRADIMENTO DEGLI ELETTORI - IL PD HA FATTO CAPIRECHE IL RIMPASTO È LA CONDIZIONE MINIMA DI SOPRAVVIVENZA ANCHE SE ZINGARETTI NONESCLUDE IL VOTO - COME LA PENSANO INVECE I PEONES CHE RISCHIANO DI PERDERESTIPENDIO E POLTRONA?-Condividi questo articolo • Condividi su Facebook • Condividi su Twitter • Condividi su Google+ • Invia in emailIlario Lombardo per "la Stampa" conte renzi conte renzi«Ho già detto e ribadito che senza fiducia non si può governare. Ma la fiduciala dà e la toglie il Parlamento». Poche volte, raccontano, hanno sentitoGiuseppe Conte così deciso.Deciso a fissare un confine non oltrepassabile. E che Ettore Rosato hasfondato, sostenendo che il presidente del Consiglio ha perso la fiducia nonsolo di Italia Viva ma dell' intera maggioranza. Parole dette in tv,rivendicate con toni ultimativi a soli tre giorni del faccia a faccia a PalazzoChigi con la delegazione del partito di Matteo Renzi. NICOLA ZINGARETTI E GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI E GIUSEPPE CONTESi sono confrontati, si sono detti con franchezza cosa non va e poi si sonodati appuntamento al tavolo della verifica sul quale il premier intendeaccelerare, come dimostra la convocazione dei partiti per oggi e domani sulRecovery plan. Ecco perché Conte è rimasto stupito dall' attacco di Rosato, asuo dire condiviso da tutte le forze della coalizione, costretti poi asmentirlo, chi più (il Pd) chi meno (il M5S) velocemente.Il premier vede il tatticismo esasperato di Renzi trasformarsi in un gioco almassacro da cui potrebbe essere stritolato. GIUSEPPE CONTE - MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE - MATTEO RENZIE così, nel primo pomeriggio, chiama o fa chiamare i capidelegazione per capireche cosa sta succedendo, anche perché il Movimento chiamato in ballo da Rosatolatita nel prendere le distanze. Contatta anche il leader di Italia Viva, perchiedere spiegazioni, per capire se siamo arrivati al game over. Da diecigiorni ormai il premier sostiene la stessa tesi: «Senza la fiducia dell' interamaggioranza non è possibile governare». Lo ha ripetuto anche ieri,tranquillizzando i collaboratori sulle proprie intenzioni, guidate dal «sensodi dignità di chi sa di lavorare per il bene del Paese».salvini renzi salvini renzi Fuori dalla retorica, Conte anche questa volta, come avvenne nel 2019 con lacrisi innescata da Matteo Salvini, è convinto che Renzi lo stia sottovalutando.Il capo del governo è pronto a concedere qualcosa alle richieste di Iv come delPd e del M5S, ma è anche proiettato a testare la fiducia in Aula, se laverifica dovesse finire travolta dall' escalation renziana. Non si tratta solodei sondaggi in salita, letti a Palazzo Chigi come il segnale che uno scontrosi sta nuovamente polarizzando attorno al premier in un momento drammatico dipandemia. Conte Zingaretti Conte ZingarettiMa c'è anche la forte convinzione che, proprio di fronte a questa tragedia, «icittadini non comprendono quello che sta avvenendo tra i partiti». Se lafiducia si è rotta davvero, Conte ne trarrà le conseguenze, pronto subito dopo,come ha detto nell' intervista a questo giornale, a partire per girare econoscere l' Italia, con l' idea neanche troppo nascosta di costruirsi unpercorso verso una leadership politica legittimata da un partito, che almomento non potrebbe che essere il M5S. Ma questo è il futuro, che si avvicina quando diventa improvvisa la possibilitàdi perdere tutto. Ora il premier deve fare i conti con il calendario tirannodella crisi e con l' attuale coalizione. E il Pd ha fatto capire in tutti imodi che il rimpasto è la condizione minima di sopravvivenza. O meglio: ilsegretario dem Nicola Zingaretti non esclude il voto, e anzi è pronto aspingere in questa direzione in caso di
caduta del governo. Una prospettiva chelo accomuna a Conte come piano B e che però non tiene in considerazionel'inscalfibile desiderio di rimanere fino alla fine della legislatura inParlamento di deputati e senatori. maria elena boschi ettore rosato maria elena boschi ettore rosatoIl rimpasto resta la strada più a portata per raffreddare i conflitti interni.Ma è anche quella più disseminata di incognite. Il premier se ne staconvincendo, ma nella formula più soft possibile, lontana dal Conte-Ter, cioèdi un altro governo votato con una nuova fiducia in Parlamento. E«assolutamente senza i vicepremier» che vorrebbe imporre Renzi: «Consegnerebbeall' estero l' immagine di un premier commissariato, indebolendo la credibilitàdell' Italia», com' era ai tempi del governo gialloverde. Nei colloqui privati Conte ripete sempre lo stesso schema: «Se i partitivogliono cambiare un ministro dei loro, lo cambiassero. Basta dirlo». Ma non ècosì semplice. Soprattutto Pd e Italia Viva vogliono qualcosa di più di unsemplice ritocco o di uno scambio chirurgico. La delega ai servizi, peresempio, che i dem chiedono per sé e sul quale il presidente del Consiglio haalzato un muro.RENZI CONTE RENZI CONTE Ognuno ha le proprie pretese. Anche se il Pd adesso nutre lo stesso timore diConte: aprire la crisi, pur con l' intenzione di pilotarla, vorrebbe direconsegnarsi all' imprevedibilità di Renzi. È l' epilogo di una strategia cheera nata tra fine ottobre e novembre dal comune obiettivo, di Zingaretti e diLuigi Di Maio, di giocare di sponda con Renzi per diluire il potere del premierma, al contempo, nella speranza di gestire anche il leader di Italia Viva. Lasituazione è sfuggita di mano. Renzi si è spinto troppo avanti, per toni eminacce, e gli altri leader lo hanno assecondato sempre meno. «Ora però -dicono con rammarico nel Pd - abbiamo aperto la gabbia al leone».