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Edizione del 18/12/2020
Estratto da pag. 1
Rischio ordine sparso tra le regioni a Natale: il Tar lascia aperti bar e ristoranti in Val d`Aosta, Zaia chiude in anticipo, Toti si ribella alla zona rossa
Batosta per il governo che perde contro la Valle d’Aosta. Intanto il Veneto chiude i confini comunali e a Genova si pensa di pedonalizzare la via dello shopping

Dal 16 dicembre la Valle d’Aosta ha deciso di riaprire, per legge, bar, ristoranti e impianti sportivi, nonostante si trovi ancora in zona arancione. Una decisione che aveva mandato su tutte le furie il governo, alle prese con le nuove misure anti-Covid, il quale aveva annunciato che si sarebbe opposto. E così è stato. Peccato che oggi il Tar abbia respinto la richiesta di sospensiva del governo contro l’ordinanza della Valle d’Aosta. Dato che il passaggio della Valle d’Aosta in zona gialla è atteso a breve, «l’ordinanza – si legge nel decreto cautelare del Tar – è destinata a spiegare effetti solo nelle giornate di domani e dopodomani». «Credo che la decisione di non applicare la sospensiva sia quanto mai opportuna e permetta di non creare vuoti nelle norme da applicare», è il commento del presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz.

Un (quasi) liberi tutti che non è piaciuto al governo, specialmente all’ala rigorista che, proprio in questi minuti, continua a spingere per un lockdown nazionale, senza interruzioni e deroghe. E, mentre la Valle d’Aosta prova a riaprire tutto, il Veneto corre ai ripari (prima che sia troppo tardi) annunciando la chiusura dei confini comunali dopo le ore 14 a partire da domani, 19 dicembre, fino al 6 gennaio. Un’ulteriore restrizione che si è resa necessaria alla luce dei dati, poco confortanti, degli ultimi giorni. Solo ieri il Veneto ha avuto un incremento di 4.402 casi in 24 ore, più di Lombardia ed Emilia-Romagna.

A Genova, invece, il sindaco Marco Bucci ha fatto sapere di voler pedonalizzare via XX Settembre per evitare assembramenti e agevolare gli acquisti di Natale in piena sicurezza. Il governatore della Liguria Giovanni Toti, in un’intervista a la Repubblica, ha dichiarato che il sistema di misure diverse per regioni sulla base dei colori corrispondenti alla gravità della situazione «stava funzionando e andava mantenuto anche nelle festività natalizie». «Dopodiché rispetteremo con scrupolo e rigore tutto ciò che sarà deciso, ma sono perplesso», ha concluso.

Foto in copertina: ANSA/GIROD BENOIT

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