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Edizione del 22/11/2020
Estratto da pag. 1
Coronavirus, la terza ondata viene data per certa in Italia
L''arrivo della terza ondata di COVID-19 è certa: ecco quando ci sarà in Italia secondo politici ed esperti
Politici ed esperti prevedono già la terza ondata di coronavirus. L’inizio del 2021, nonostante l’arrivo dei vaccini per alcune fasce della popolazione, non segnerà la fine della pandemia. Il coronavirus continuerà a imperversare infatti per buona parte dell’anno, e dopo il fallimento dei tentativi per l’immunità di gregge in molti ritengono che saremo costretti a convivere con il virus fino al vaccino per tutti.

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La prima ondata dopo quella di marzo e aprile è ancora in corso e non c’è consenso su quando ci sarà il picco ma, com’è successo già in altri Paesi, anche l’Italia vedrà un nuovo aumento dei casi all’inizio del 2021. L’ultimo, in ordine di tempo, che ha parlato della terza ondata e forse della quarta è stato il presidente del Veneto Luca Zaia.

In un’intervista a La Stampa, il presidente della Regione Veneto ha parlato della lotta al coronavirus della Regione e della penisola.

“Nessuno può escludere che possa arrivare anche la terza ondata e forse la quarta, l’importante è essere preparati. Con questo virus dovremmo imparare a convivere”, ha detto il presidente dell’unica Regione settentrionale gialla.

In tutto il mondo, spiega il presidente, le ondate durano circa 100 giorni, dunque “a Natale probabilmente ci troveremo nella parte bassa dell’ondata”. Ma l’attenzione non deve calare, perché i numeri ricominceranno a salire all’inizio del nuovo anno.

Quando ci sarà la terza ondata di COVID in Italia?

“Se qualcuno pensa che a Natale saremo tutti belli liberi dal virus si sbaglia”. Anche l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso nei giorni scorsi ha parlato della terza ondata di COVID-19, prevedendo che sarà fra febbraio e marzo.

Per Massimo Antonelli, direttore del dipartimento di Anestesia e rianimazione del Gemelli di Roma nonché componente del Cts, il picco della terza ondata arriverà prima, a metà o a fine gennaio. Lo stesso periodo in cui ci sarà il picco dell’influenza comune.

Secondo Roberto Stellini, della Fondazione Poliambulanza di Brescia, il modo di bloccare le successive ondate della pandemia è quello di attuare dei lockdown preventivi della durata di 3 settimane ogni 4-5 mesi. L’infettivologo, in un’intervista ad Avvenire, ha detto che si tratta di “un’ipotesi di lavoro per cercare di condurre una vita quasi normale”.