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Edizione del 17/11/2020
Estratto da pag. 1
Regioni e covid, chi chiude e chi (forse) riapre
Convocata per oggi la conferenza Stato-regioni, richiesta dal governatore del Friuli. Venerdì convocata la cabina di regia del governo, potrebbe riportare Piemonte e Lombardia in area arancione, forse solo le province di Brescia e Bergamo. Possibili più severe per alcune delle regioni ''gialle'', Veneto, Trento, Lazio, Molise e Sardegna.
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17 novembre 2020Potrebbero presto esserci buone notizie per alcune zone del nord Italia. Il governo, dopo due settimane di monitoraggio delle misure, potrebbe valutare "un alleggerimento" delle restrizioni. Queste sono voci che filtrano da palazzo Chigi e si fa anche l'ipotesi che un eventuale ritorno da zona rossa a zona arancione potrebbe essere limitata a singoli territori provinciali: in particolare Bergamo e Brescia. Nulla però è ancora è stato ancora deciso.

Riportare la Toscana in zona gialla entro Natale "è l'obiettivo che io mi propongo, ma  risalire è dura", ammette Eugenio Giani. Il meccanismo dei colori, osserva però il governatore, "porta molto facilmente a scendere dalla zona gialla in zona arancione e in zona rossa, ma poi per risalire è dura, perché devi avere dati del livello superiore per 14 giorni in continuità: basta che sballi qualcosa e riparti nel conteggio dei 14 giorni. Quindi ci impegneremo".

L'obiettivo è ridurre il più possibile i contagi e salvare le festività che stanno per arrivare. Questo l'obiettivo del presidente della Liguria, Giovanni Toti: "Se riusciamo a stare attenti adesso, magari riusciamo a riaprire un po' del nostro mondo per il ponte dell'Immacolata, che vorrebbe dire dare un po' di fiato al commercio". 

Un altro governatore del centrodestra, Vito Bardi, abbraccia la teoria delle restrizioni per scongiurare il peggio. La Basilicata, regione arancione come l'Abruzzo che però domani sarà rossa, chiude le scuole. Una "decisione, in questo momento necessaria", spiega Bardi per "diminuire la diffusione del virus e la conseguente pressione sulle strutture ospedaliere lucane. 

E delle scelte che determinano il passaggio in una o nell'altra fascia di rischio si parlerà oggi in conferenza delle Regioni, una riunione straordinaria, richiesta dal Friuli Venezia Giulia: "Lla Conferenza delle Regioni presieduta da Stefano Bonaccini, che ringrazio per la disponibilità, potrà finalmente confrontarsi sui criteri applicati dal Comitato tecnico scientifico rispetto ai dati forniti a livello regionale. È un atto dovuto per chiarezza nei confronti dei cittadini e delle imprese del Friuli Venezia Giulia", annuncia Massimiliano Fedriga. 

Intanto in Puglia, a causa del crescendo del numero dei contagi, sono i medici a invocare il passaggio della regione da arancione a rossa. "Il virus - sostiene il presidente dell'Ordine dei medici di Bari e della Federazione degli Ordini nazionali, Filippo Anelli  - continua a diffondersi a una velocità preoccupante in Puglia. L'assessore Lopalco chieda subito al governo di rendere la Puglia regione rossa".