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Edizione del 10/11/2020
Estratto da pag. 1
Angelo Cocciu (FI): «In Sardegna con le discoteche aperte ad agosto abbiamo rischiato»
Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale a Report: «Sapevamo che i contagi salivano. Ho ricevuto tante telefonate, i gestori chiedevano...
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«Non si trattava di tenere aperte le discoteche fino al 31 agosto, perché così avremmo “ammazzato” la Sardegna, considerato che il contagio iniziava a crescere. Solo uno o due giorni. Abbiamo rischiato un po'. Non volevamo rischiare sulle vite umane, ma abbiamo visto che il contagio non era ancora così importante». Così Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, ha spiegato nell’intervista andata in onda su Report lunedì sera su Rai Tre (ieri, ndr.) come è stata gestita la pandemia quest’estate, quando sono state riaperte le discoteche. «Mi sono arrivate tante telefonate, 20-25, durante un Consiglio regionale... Hanno cominciato a chiamarci gli imprenditori, a me e agli altri capigruppo. Mi dicevano Angelo aiutaci, siamo nella m...», confessa. «Quasi tutti, allora, abbiamo chiesto "Presidente, dai qualche giorno in più perché è possibile che ci siano delle problematiche». «Billionaire e Phi Beach avevano per esempio contratti stratosferici con dj importanti. In particolare il Phi Beach aveva Sven Vath l’11 o il 12, una cosa del genere. Così abbiamo chiesto al presidente qualche giorno di apertura in più». Insomma, se le serate non si fossero svolte, ammette Cocciu, «i proprietari avrebbero pagato penali importantissime». Non si trattava — insomma — «di arrivare fino al 31» agosto, chiarisce il capogruppo.



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Al 7 agosto risale — infatti — il Dpcm che chiudeva le discoteche, ma lasciava libere le Regioni di agire diversamente. È la sera dell’11 agosto quando il governatore sardo Christian Solinas adotta un’ordinanza che le tiene aperte, valida sino al 31, per poi revocarla, però, con un provvedimento del 16 in cui si sospendono tutte le attività del ballo.

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