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Edizione del 08/11/2020
Estratto da pag. 1
Conte, la strega comanda colore
Giuseppi, questa settimana, si è trasformato nella strega comanda colore. Munito di pastelli ha colorato tutta Italia. I colori preferiti? Rosso, arancione e giallo. Un giochino per il premier che ha fatto infuriare più di un Presidente di regione. Altro che strega buona, Conte sembra essere una strega cattiva. Lo ha dimostrato colorando di rosso anche la Calabria, dove le terapie intensive sono sature solo al 9% e i contagi tra i più bassi del Paese. “Perché?” si chiede il Presidente Spirlì. Forse aveva finito il giallo e l’arancione? O forse lo ha fatto solo per ripicca. Conte, infatti, ha colorato di rosso solo le regioni guidate dal centrodestra. Sarà ancora offeso per aver perso le elezioni regionali? Un fatto è certo, tra qualche giorno ci aspetta una nuova puntata de “Il Decreto” e chissà quali altre regioni colorerà di rosso, sicuramente non quelle a guida PD. La Campania ne è una prova. Non resta che attendere. Con ansia. Intanto a Chigi vanno avanti con consigli dei ministri notturni, l’ultimo è cominciato alle 23.35, ma saranno lucidi vista l’ora tarda? Ne dubito. Spero non facciano come Vittorio Sgarbi da Nicola Porro, appisolato sulla poltrona. Conte gioca d’astuzia, strappa “sì” ai ministri per sfinimento. Intanto lui promette: “All’inizio della prossima settimana oltre 211 mila imprese vedranno accreditati, direttamente sul proprio conto corrente, i primi bonifici dei contributi a fondo perduto.” Tenete a mente la data eh. Questa volta non si accettano ritardi.

Il Presidente della Liguria si merita il primo posto nella classifica de Il Peggio della Settimana. Sui social scrive: “Per quanto ci addolori ogni singola vittima del #Covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della #Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate.” Una dichiarazione che ha fatto arrabbiare parecchi. Ma Toti ha solo sbagliato i modi?

I Presidenti di regione questa settimana non si sono affatto risparmiati. Luca Zaia in una convulsa conferenza stampa si è incartato: “Siamo stati i primi a riconoscere che il sacrificio che hanno fatto i veneti dovesse essere poi ricono… stat… fosse… dovesse essere sta… vabbè, insomma, fosse… fosse stato… mi sono incasinato coi verbi… lo devo dire col condizionale giusto!” Sarebbe stato meglio interrompere la conferenza perché dopo ha osato troppo. Ha chiesto ai veterinari di fare i temponi. “Anche l’uomo è un mammifero.”

Che brutta fine per il “capitano”. Matteo Salvini viene etichettato dall’Independent come la “cheerleader di Trump”. Sarà colpa della mascherina?

Il pupillo del ganzo Renzi attacca a colpi di cinguettio Giuseppi. Scrive citando i giornalisti delle TV americane che hanno censurato Trump: “Interrompiamo il video perchè quello che il Presidente sta dicendo è falso, e quindi non possiamo mostrarlo.” “Pensa se avessimo in Italia un giornalismo così. Sarebbero quasi solo interruzioni. Avremmo meno ascolti forse, ma miglior democrazia.” Marattin ci vuole forse dire che il governo, nato grazie al suo Matteo, e di cui fa parte dice un sacco di bugie? No, per sapere.

Restiamo nella Lega. Il deputato ombra di Salvini interviene alla Camera per rispondere al Premier Conte intervenuto per le comunicazioni urgenti sulla nuova stretta anti-Covid. “Signor Presidente, lei ha detto che il diritto alla salute è preliminare su tutti gli altri diritti costituzionali? Ma come si permette di fare una scaletta? I diritti costituzionali sono tutti importanti alla stessa maniera, e se per caso i numeri qualcosa contano il diritto alla salute è al numero 32, il diritto al lavoro è invece è al 4.”

È il commissario ad acta della sanità in Calabria, nominato dall’allora ministro della sanità Giulia Grillo nel Conte 1 e riconfermato da Roberto Speranza nel Conte 2. In un’intervista a TitoloV su Rai 3 il commissario, che dovrebbe gestire la sanità calabra per conto dello Stato, è caduto dalle nubi. Alla domanda del giornal
ista che gli chiede “chi doveva fare il pianto anti-covid” risponde prima con qualche “uhmmm… non lo so, vediamo…” Poi prende il decreto in mano e lo legge. Il giornalista incalza: “Chi se ne deve occupare?” La risposta disarmante: “Io!”

Ah, l’ammore. L’ammore. Il fidanzato di Maria Elena Boschi ci dipinge una donna tutta Camera e Chiesa. A Verissimo, su C anale 5 racconta e svela… “E’ una persona molto dolce, e mi ha colpito tantissimo la sua umanità. La prima sera in cui si è fermata a dormire da me mi ha chiesto di fare una preghiera per tutte le persone che in quel momento stavano soffrendo: me lo ha chiesto col cuore.”

A proposito di Camera, il leader del movimento delle capre si è fatto cacciare (di peso) per la seconda volta dall’Aula. Indossava la mascherina sul naso, senza coprire la bocca. “Sono stato nuovamente espulso dall’aula di Montecitorio. Lo faccio per tenere allenati i commessi. Ritornerò…” ha detto.

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