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Dir. Resp.
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Edizione del 29/09/2020
Estratto da pag. 1
Franceschini frena Zingaretti. E riscrive l’agenda del Pd. Il segretario punta tutto su decreti Sicurezza e Mes. Ma per il ministro le priorità del Paese sono altre
Se Zingaretti alza la voce, Franceschini sussurra. Se il segretario del Pd,rafforzatosi dopo le Regionali, incalza Conte e il governo per decidere infretta su decreti sicurezza, Mes, riforme, il capo delegazione dem smorza itoni e fissa altre priorità. Non si capisce bene se tra i due big ci sia ungioco di sponda (poliziotto buono e poliziotto cattivo) oppure una manifestadivergenza di vedute. Fatto sta che le mire personali di entrambi, al momento,sembrano focalizzarsi su obiettivi diversi.Il giorno dopo il voto Nicola Zingaretti ha lanciato tre cantieri, conl’ambizione di dettare la linea al governo e di dare una scossa al Conte due.Il primo è quello sulle riforme (anche costituzionali): dal ddl per superare ilbicameralismo perfetto alla nuova legge elettorale. Il secondo riguarda lanuova agenda di governo: in cima la modifica ai decreti sicurezza e il sì alMes. Il terzo riguarda il Pd con l’obiettivo di aprire un confronto con leforze sociali del Paese per costruire una piattaforma politica deiprogressisti. Cambiare il partito e “mettere in discussione” le correnti è ilprogetto che Zingaretti illustra in una lettera al leader delle Sardine.DIFFERENTI VEDUTE. Mentre riconosce che nell’esperienza di governo “non tutto èandato bene. Rimangono lentezze, distanze tra gli alleati della maggioranza chesi è costituita, provvedimenti ritardati e zone non marginali di diffidenza eanche di sofferenza tra i cittadini e settori significativi della società”.Dario Franceschini in un’intervista a Repubblica plana leggero, quasiglissandole, sulle priorità zingarettiane. Apre alle opposizioni, spargeottimismo (“Possiamo arrivare a fine legislatura”). Alla domanda sui decretisicurezza e Mes taglia corto. Sui primi, dice, c’è un’intesa di maggioranzachiusa a luglio che verrà portata ora in Consiglio dei ministri.Sul fondo salva stati, argomenta, bisogna “deideologizzare lo scontro, vediamocosa serve alla sanità, quali progetti e quante risorse servono e poiaffronteremo il tema insieme al Recovery fund”. E fissa le sue di priorità:tre. La prima è gestire l’emergenza Covid, la seconda è l’utilizzo del Recoveryfund “progettando l’Italia del futuro”. E la terza è avviare una nuova stagionedi riforme istituzionali. “Queste tre priorità – conclude – sono un terrenoformidabile per cercare di costruire un rapporto con l’opposizione”. Insomma loscarto dalla linea di pensiero del governatore della Regione Lazio ci sta tuttoanche considerando la mano tesa del ministro alle opposizioni laddoveZingaretti ha condotto tutta la campagna elettorale polarizzando lo scontrosinistra-destra.Cosa vuole fare da grande Franceschini (presidente della Camera? Quirinale? Luisi schermisce: “C’è chi si diverte con questo gioco di società piuttostosciocco”) non lo dirà sicuramente a Cortona dove AreaDem – che fa riferimento alui e Fassino – si riunisce dal 9 all’11 ottobre. Ma quell’occasione – “Ilfuturo non può attendere” è il titolo scelto per questa edizione – saràdeterminante per fissare il Franceschini-pensiero e carpire gli umori sul suorapporto con il segretario.FIBRILLAZIONI AL NAZARENO. Se il M5S ieri ha radunato i big con il capopolitico Vito Crimi, il Pd in mattinata ha riunito i ministri con ilsegretario. A testimonianza che fibrillazioni si registrano pure al Nazareno.Non solo Goffredo Bettini continua a chiedere un rafforzamento politico delgoverno (escluso dai giochi Zingaretti, destinato per ora a rimanere alla guidadella Regione e della segreteria Pd). L’idea del rimpasto continua a sedurremolti dem. Mentre sulla riforma elettorale pare rimanere confinata in un angolola voglia di maggioritario di una parte del partito. A blindare l’accordo sulproporzionale, non è solo Zingaretti ma – stavolta – anche Franceschini.Al vertice Pd c’erano anche il vicesegretario Orlando, i capigruppo di Camera eSenato, Delrio e Marcucci, il presidente della Conferenza delle regioniBonaccini, il presidente dell’Anci Decaro e il presidente dell’Upi De Pascale.Mettere a fuoco le priorità del Recovery fund da inviare in Europa e coordinareal meglio, anche in concerta
zione con gli enti locali, i progetti da mettere alcentro del piano: è la priorità che si sarebbe dato il Pd.Fissando il timing sul Mes. La discussione dentro la maggioranza – questa lalinea emersa – si farà “al momento opportuno”, legando i fondi a un piano perla sanità: il termine ultimo è quello di dicembre.Dario Franceschini Mes Nicola Zingaretti Pd