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Dir. Resp.
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Edizione del 28/09/2020
Estratto da pag. 1
Conferenza delle Regioni, l`indiscrezione: potrebbe essere Toti il prossimo presidente
Liguria. Non solo le trattative per la formazione della giunta (che per laverità vanno piuttosto a rilento), ma ora anche un’indiscrezione tanto fortequanto clamorosa. Da presidente della Regione a “presidente dei presidentidelle Regioni”. Proprio così perché Giovanni Toti, dopo la riconferma inLiguria, potrebbe essere anche il possibile successore dell’emiliano StefanoBonaccini (di cui è già oggi vice) alla guida della Conferenza delle Regioni edelle Province autonome, organo di raccordo istituzionale che ha visto crescerela propria importanza durante l’emergenza coronavirus.Il centrodestra rivendica da mesi quella posizione, a maggior ragione oggi che,dopo le ultime elezioni, amministra 15 regioni su 20. Il primo dei papabili inverità è Maurizio Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, nome propostodalla Lega dopo il rifiuto formale da parte di Luca Zaia prima della campagnaelettorale. Ma il peso specifico del Carroccio adesso si è ridotto, in Liguriacome altrove, e il potere contrattuale di Salvini ne esce di conseguenzaindebolito, tenendo conto anche che le sue bandiere svettano solo su quattroregioni (Lombardia, Veneto, Friuli e Umbria), per quanto importanti. Tuttimotivi per cui i presidenti, che devono eleggere il loro rappresentante amaggioranza assoluta, potrebbero ripiegare più volentieri su una figura comeToti che peraltro vanta già una discreta esperienza all’interno dello stessoorgano.La questione non è secondaria per due ragioni. La prima è che per ilgovernatore ligure aumenterebbe il carico di lavoro in maniera nonindifferente. Durante il lockdown sono state proprio le Regioni a porsi comeprincipale contrappeso al governo, e da quella Conferenza, che periodicamenteinterloquisce col ministro Boccia, sono uscite le linee guida che regolanotuttora la riapertura delle attività. Per Toti la presidenza di quel tavolosignificherebbe meno presenza in Liguria e la necessità di avere unvicepresidente “operativo”, una figura affidabile e non solo di rappresentanzapolitica, che a quel punto vedrebbe salire l’importanza della Lega all’internodella giunta (Rixi reclama per i suoi quell’incarico e probabilmente saràaccontentato). In pole c’è l’assessore uscente Andrea Benveduti. Toti inoltrepotrebbe constatare ulteriori difficoltà a tenere per sé la delega alla sanità,con la possibilità mai esclusa che ad assumerla sia alla fine un “tecnico” o unprofilo misto (il savonese Brunetto, ad esempio).Dal suo entourage assicurano che Toti preferirebbe rinunciare all’incarico perdedicarsi di più alla Liguria. Ma è pur vero che una posizione del genere gliconsentirebbe di acquistare visibilità e autorevolezza utili per il ruolo di “federatore del centrodestra” al quale l’ex delfino di Berlusconi non nascondedi ambire, pur senza mettere in discussione formalmente la leadership diSalvini. Per questo la sua eventuale elezione potrebbe assumere un significatopiù ampio negli equilibri interni alla coalizione.Oggi, intanto, in Regione si tiene la proclamazione ufficiale del nuovopresidente. Subito dopo Toti partirà per Roma dove rimarrà per i prossimi tregiorni. In programma ci sono una tavola rotonda con la ministra De Micheli (manon ci saranno incontri istituzionali su Gronda o altri temi liguri) e unaserie di riunioni con i parlamentari di Cambiamo!.Il prossimo appuntamento a Genova è fissato venerdì con gli eletti della sualista: tre di loro sono pressoché certi della riconferma in giunta (Cavo,Scajola e Giampedrone), mentre bisognerà chiarire quale sarà il ruolo di AngeloVaccarezza, in corsa per la presidenza del consiglio regionale, per unassessorato ma anche per il ruolo di capogruppo che Toti vuole assegnare a unapersona d’esperienza dopo l’exploit elettorale che vedrà gli arancioni priminell’aula di via Fieschi con 8 seggi.Resta da sciogliere inoltre il nodo Forza Italia. Gli azzurri rivendicano unassessore ma l’accordo raggiunto con la Lega (tre a testa) salverebbe soloFratelli d’Italia tagliando fuori il partito che Toti aveva lasciato per letroppe divergenze col “cerchio magico” di Berlusconi. Qualche poltrona
potrebbeessere recuperata con l’escamotage dei “sottosegretari“, una sorta divice-assessori che andrebbero in affiancamento sulle deleghe più impegnative,ma la discussione è in una fase ancora interlocutoria. Il rischio è che ForzaItalia possa uscire dell’alleanza. E Toti, pur essendo molto tranquillo dalpunto di vista dei numeri, per ora ha sempre fatto in modo di evitare scossoni.