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Edizione del 12/07/2020
Estratto da pag. 1
Riapertura scuole `senza turni, riduzioni orari e DAD`: mobilitazione `Priorità alla Scuola`
Rientro a scuola a settembre: cresce la preoccupazione per le incertezze organizzative, nonostante le Linee guida del Ministero dell''Istruzione.
La riapertura delle scuole a settembre preoccupa, non soltanto per il rischio contagio da Covid-19 ma anche per i cambiamenti organizzativi che le singole scuole dovranno approntare, alla luce delle Linee guida dettate dal Ministero dell’Istruzione.A questo proposito c’è da segnalare la mobilitazione del movimento ‘Priorità alla Scuola‘, prevista per domani, 13 luglio, davanti alle sedi di 10 regioni: Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Lombardia, Lazio, Umbria, Veneto, Marche, Puglia e Sicilia. 

Rientro a scuola a settembre, mobilitazione ‘Priorità alla Scuola’ davanti alle regioni

Si chiederà ai governi regionali, a partire dal presidente della Conferenza Regioni e governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, per quali motivi sono state accettate, solamente con piccole modifiche, le linee guida del Ministero dell’Istruzione per la riapertura della scuola a settembre. Il piano ministeriale, infatti, rende difficile garantire il rientro senza riduzione di orario, senza turni e senza didattica a distanza.

‘Incertezza su distanze tra gli studenti e uso di mascherine’

L’edizione odierna de ‘Il Manifesto’ riporta le dichiarazioni di alcuni rappresentanti del movimento ‘Priorità alla scuola’. ‘Le regioni avevano alzato la voce poi di fatto hanno accettato i correttivi minimali da parte del governo – dichiara Girolamo Di Michele di Priorità alla scuola a Ferrara – Si sta diffondendo la sensazione di uno spostamento in avanti delle soluzioni concrete e si corre il rischio che alla fine qualcuno dirà che non c’è nulla da fare e adotteranno soluzioni di emergenza. Ed è preoccupante che ci siano fughe in avanti delle regioni come il Veneto che storicamente è stata all’avanguardia sul depotenziamento della didattica. C’è ancora molta incertezza sulla questione delle distanze tra gli studenti e sull’uso delle mascherine. Servirebbero 100-120 mila docenti in più per la didattica in presenza. Con 50 mila tra docenti e personale Ata precario in più non si fa nulla’. Domenico Arcuri, poi, è ‘la quinta figura dopo ministro viceministro e sottosegretari. Potrebbe configurare un impegno serio, ma anche una confusione nelle responsabilità: chi decide il Miur o il commissario?’.

‘Turni differenziati con riduzione tempo scuola e didattica ‘blended’?’

‘Senza spazi e organico è molto difficile garantire una seria apertura delle scuole – sottolinea Costanza Margiotta di Priorità alla scuola a Firenze – Chiediamo una cooperazione tra le regioni, gli uffici scolastici regionali e gli enti locali. Purtroppo stanno girando in questi giorni circolari in cui i dirigenti scolastici ipotizzano che faranno turni differenziati con la riduzione del tempo scuola e una didattica mista in presenza e online, quella che viene chiamata “didattica blended”. Invece la ministra dell’istruzione Azzolina ha assicurato che non accadrà. Siamo anche preoccupati dalle conseguenze che potrebbe avere sulla scuola la proroga dello stato di emergenza. Cosa accadrà?’

‘In caso di contagio, si chiude tutta la scuola o solo una classe?’

Maddalena Fragnito di Priorità alla scuola Milano sottolinea l’enfasi che è stata data alla mappatura dei nuovi spazi ma ‘noi chiediamo anche quella degli organici. Girano circolari in Lombardia in cui si dà per certo che non ci sarà nuovo personale e il tempo scuola sarà ridotto. Il governo sembra avere recepito l’adozione di protocolli sanitari. Ma non basta fare tamponi e test una sola volta. Le agenzie di tutela della salute dovrebbero inviare il personale nelle scuole e decidere come e cosa chiudere. Se mio figlio, un docente o il personale, si infettano chiude tutta la scuola o sta a casa solo la sua classe?’.